sabato 30 agosto 2008

Sul tetto del Pirignogno

23/08/2008
Giornata di descanso: spedizione conoscitiva dei "Mallos de Riglos"


Prima tappa al rifugio....



Le pareti brulicano di cordate su tutti i lati e il sibilo delle pietre
che cadono e' costante. Decidiamo di non avvicinarci troppo: non abbiamo
i caschetti con noi.


Ci sediamo al bar con finestra fronte Mallos, bicchiere di birra e
guida: decidiamo il pilastro e la linea da scalare


25/08/2008
Come dei veri alpinisti, o quasi, sveglia alle 6.30, colazione, ultimi
preparativi, in macchina alle 7.00 puntualissimi.... cancello del
campeggio chiuso!! Aspettiamo seduti in macchina sino alle 8.00.
Ore 9.00 arriviamo a Riglos, e subito ci rendiamo conto che non c'e'
nessuno solo un'altra cordata che comunque scalera' lontano dalla nostra
vista: e' incredibile tutto il massiccio e' solo per noi!!
Come avevamo deciso parto io, tirero' i primi 150m, e' mio il compito di
arrivare al primo spit, a soli 7m da terra: e' che sara' mai e' un 5b,
...si ma e' fatto di "pedra de frumini" incollata, stondata e unta;


respiro, magnesio, respiro, busso un appiglio, ne busso un altro, busso
qui, busso la, guardo in alto: mancano ancora 298m e ho gia' le nocche
di Mike Tyson: ok facciamo finta che non si stacca niente, se poi
dovessi tirarmi in bocca qualche cosa spero nell'amicizia con il mio
dentista; devo sollevare i piedi (gia' impensabile in condizioni
normali)... su appoggi dalla tenuta improbabile: il primo tiene il mio
peso, anche il secondo, lo sapevo che tutta quella birra non mi aveva appesantito!!! Arrivo al primo spit: rinvio, corda, sono salvo, non muoio piu'! Da qui inizio prendere un po' di ritmo, forse
inzio anche a scaldarmi, io e i mallos facciamo amicizia, sono degli
strani personaggi ma in fondo ospitali (almeno per ora). Tutto procede
secondo i programmi, gli avanbracci reggono bene, piu' saliamo e meno la
roccia e' unta, iniziamo anche a divertirci, scambiamo qualche
considerazione attraverso le "radiette". Ma il destino era in agguato:
arrivo ad una sosta sopra una buona cengia, a sinistra, poggiato, un bel
masso di almeno 30Kg, se cadesse da questi 100m di altezza farebbe
"strike" con le case di Riglos,


sopra di me vari cordini interlocutori sul primo spit sopra la sosta, recupero Giorgio. Facciamo una breve analisi sul significato dei cordini, sopra di noi c'e' un 5c, certo la partenza e strapiombante, ma che cavolo parto!
D: "Allora parto, tieni giusto sino a che non salto la pancia"
G: "Certo Davidone"
Primi passi
D: "Sembrano buoni appigli, comunque attento, salgo, salgo, dove minchia
sono le maniglie, uff, uff, uff, disarrampico!
G: "Allora? Prova piu' a sinistra..."
D: "Vado, sembra un pelo meglio, salgo, salgo...
Niente maniglie solo ghiaia incollata, la tiro, i piedi non salgono, non
trovo nulla sopra, cado, cado, ca do
D: "BLOCCA!"
G: "???!!!"
D: "...eehh..."
Riparto, pancia, ghiaia, piedi di pinocchio, tiro la ghiaia, mi tiro, mi
tiro, cado, tiro, cado, ti ro, ca do, GINOCCHIO, il ginocchio si posa
sopra la pancia, ora sono inginocchiato con poco stile ma salvo!
Completo i miei ultimi due tiri e recupero Giorgio.
E' il suo momento, parte su un terzo alpinistico di collegamento
tra i due pilastri, arriva alla sella e mi recupera vigorosamente,
qualche metro di ferrata per attacare il muro finale, due ultimi tiri, in mezzo
c'e' un 6b ma non ci accorgiamo della difficolta'. Giorgio di pancia in pancia raggiunge la cima, mi recupera (sempre vigorosamente), ci sleghiamo, via le scarpette, e finalmente raggiungiamo il centro del pilastro, dominando tutta la valle sino a Saragoza: SIAMO SUL TETTO DEL PIRIGNOGNO!!!!!!


Affrontiamo la calata, che si presenta poco lineare e laboriosa ma
sicuramente spettacolare: e' necessario slegarsi piu' volte, recuperare
le corde, trasferisi lungo ferrate e "sentierini", tra un'attacco e l'altro, cercando di non far cadere pietre;


splendida l'ultima calata a terra con 60m di vuoto e arrivo sull'uscio delle prime case di Riglos.


Un'altra impresa della banda farlocco e' compiuta!!
Amicofree (e Giorgione)

1 commento:

Eliana ha detto...

Complimenti! Divertente ed ironico come nel tuo stile!!
Io ai Mallos ci sono stata...e ho visto tante cose cadere giù .... erano "Pedra e Frumini"... non avevo attrezzatura ne compagni.. e anche se la voglia di scalare era tanta un pò questa cosa mi ha rincuorata...Pittica la paura!!